Peter Gabriel – Scratch my back ( cd – 2cd )
febbraio 15, 2010 at 7:19 pm alphavillepc2 2 commenti

Quando, subito dopo l’uscita del sorprendente Up, Peter Gabriel disse di avere praticamente già pronto il suo successore (I/O: ne aveva rivelato anche il titolo, lo svergognato), a chi lo conoscesse bene era chiaro che: 1) l’avrebbe pubblicato almeno dopo 7/8 anni; 2) nel frattempo avrebbe fatto qualcosa di poco legato al mondo della musica. Questa volta i Petergabrielliani possono accontentarsi di essersi leggermente sbagliati. Mentre la prima conclusione era francamente scontata, la seconda è stata invece smentita con la pubblicazione di Scratch My Back (il titolo più brutto di tutti gli album di Gabriel), album di cover solo con voce e orchestra, “senza chitarra e batteria”, come recita lo slogan dei suoi concerti appena annunciati. Anche stavolta Gabriel ce l’ha fatta: SMB è un bell’album, di gran classe ma non pomposo, graziato da una scelta originale di canzoni convincenti. Tra tutti, ci sono “grandi vecchi” come Paul Simon, Lou Reed, Neil Young, David Bowie e David Byrne/Talking Heads, ma anche giovani virgulti come Arcade Fire, i “genesisiani” Elbow, Regina Spektor (!) e Bon Iver. L’ex Arcangelo scarnifica le loro canzoni ma non le stravolge a la Cat Power, lasciando che siano gli arrangiamenti orchestrali a renderle sufficientemente aliene a chi le conosce. Il resto lo compie la sua splendida voce, come sempre toccante. L’esperimento è felicemente riuscito, anche se non si può gridare al miracolo e c’è qualche canzone poco convincente (penso a Philadelphia). Chissà se il prossimo album di canzoni originali di Gabriel non venga influenzato da questo approccio più spartano… Del CD esiste anche una versione limitata con 3 remix più una cover inedita (Waterloo Sunset dei Kinks). Infine, da notare che ogni autore coverizzato da Gabriel realizzerà a sua volta una cover di una canzone del fondatore della Real World. La prima (Not one of us dei Magnetic Fields) è già disponibile su iTunes: è agghiacciante.
Voto: 7,5
crisgras
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1. nella | febbraio 16, 2010 alle 7:56 pm
Aspettiamo con trepidazione la risposta degli altri a. Peter……Se la riuscita sarà come l’attuale disco, nessuno avrà più bisogno di grattarsi la schiena…tutti ne usciranno ampiamente soddisfatti !
2. mrmozo | febbraio 20, 2010 alle 10:32 am
Assolutamente d’accordo: un album per me eccezionale nella parte interpretativa. La voce di Gabriel emerge come forse mai aveva fatto, in altri lavori dove la costruzione ritmica e gli arrangiamenti avevano la precedenza. In questo lavoro invece c’è la voce (soprattutto nella triade Listening wind/My Body is a Cage/The power of your Heart).
Come al solito da PG, “Expect the unexpected”